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Chiesa e Papa

gpii dbLa Fedeltà alla Chiesa e al Papa ha da sempre caratterizzato la Spiritualità Salesiana 

Don Bosco e Madre Mazzarello hanno lasciato ai loro figli, Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice e giovani, l'impegno di essere sempre in comunione con la Chiesa e di seguire i suoi insegnamenti.

 

Ci sentiamo, quindi, sollecitate a conoscere la vita della Chiesa e i suoi insegnamenti, ma soprattutto facciamo nostro l'impegno di servirla con coraggio e radicalità, in obbedienza al Santo Padre.

In questa sezione sono raccolte le notizie e i documenti ufficiali riguardanti la Chiesa Cattolica, i discorsi del Papa, i messaggi, le lettere apostoliche, allo di alimentare la fedeltà alla Chiesa e camminare insieme sulle vie che Il Santo Padre ci indica.

Calendario del Santo Padre


Augurio Pasqua

Accetta che Gesù Cristo Risorto
entri nella tua vita,
accoglilo come amico,
con fiducia: Lui è la vita!

Se fino ad ora
sei stato lontano da Lui,
fa un piccolo passo:
ti accoglierà a braccia aperte.
Se sei indifferente,
accetta di rischiare:
non sarai deluso.

Se ti sembra difficile seguirlo,
non avere paura, affidati a Lui,
stai sicuro che Lui ti è vicino,
è con te e ti darà
la pace che cerchi e la forza
per vivere come Lui vuole.

Messaggio del Santo Padre Francesco per la Quaresima 2014

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA QUARESIMA 2014

Si è fatto povero per arricchirci con la sua povertà (cfr 2 Cor 8,9)

Cari fratelli e sorelle,
in occasione della Quaresima, vi offro alcune riflessioni, perché possano servire al cammino personale e comunitario di conversione. Prendo lo spunto dall’espressione di san Paolo: «Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà» (2 Cor 8,9). L’Apostolo si rivolge ai cristiani di Corinto per incoraggiarli ad essere generosi nell’aiutare i fedeli di Gerusalemme che si trovano nel bisogno. Che cosa dicono a noi, cristiani di oggi, queste parole di san Paolo? Che cosa dice oggi a noi l’invito alla povertà, a una vita povera in senso evangelico?

La grazia di Cristo

Anzitutto ci dicono qual è lo stile di Dio. Dio non si rivela con i mezzi della potenza e della ricchezza del mondo, ma con quelli della debolezza e della povertà: «Da ricco che era, si è fatto povero per voi…». Cristo, il Figlio eterno di Dio, uguale in potenza e gloria con il Padre, si è fatto povero; è sceso in mezzo a noi, si è fatto vicino ad ognuno di noi; si è spogliato, “svuotato”, per rendersi in tutto simile a noi (cfr Fil 2,7; Eb 4,15). È un grande mistero l’incarnazione di Dio! Ma la ragione di tutto questo è l’amore divino, un amore che è grazia, generosità, desiderio di prossimità, e non esita a donarsi e sacrificarsi per le creature amate. La carità, l’amore è condividere in tutto la sorte dell’amato. L’amore rende simili, crea uguaglianza, abbatte i muri e le distanze. E Dio ha fatto questo con noi. Gesù, infatti, «ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato con intelligenza d’uomo, ha agito con volontà d’uomo, ha amato con cuore d’uomo. Nascendo da Maria Vergine, egli si è fatto veramente uno di noi, in tutto simile a noi fuorché nel peccato» (Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. Gaudium et spes, 22).

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Omelia Ceneri 2014

SANTA MESSA, BENEDIZIONE E IMPOSIZIONE DELLE CENERI

OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Basilica di Santa Sabina

Mercoledì, 5 marzo 2014

«Laceratevi il cuore e non le vesti» (Gl 2,13).

Con queste penetranti parole del profeta Gioele, la liturgia ci introduce oggi nella Quaresima, indicando nella conversione del cuore la caratteristica di questo tempo di grazia. L’appello profetico costituisce una sfida per tutti noi, nessuno escluso, e ci ricorda che la conversione non si riduce a forme esteriori o a vaghi propositi, ma coinvolge e trasforma l’intera esistenza a partire dal centro della persona, dalla coscienza. Siamo invitati ad intraprendere un cammino nel quale, sfidando la routine, ci sforziamo di aprire gli occhi e le orecchie, ma soprattutto aprire il cuore, per andare oltre il nostro “orticello”. 

Aprirsi a Dio e ai fratelli. Sappiamo che questo mondo sempre più artificiale ci fa vivere in una cultura del “fare”, dell’“utile”, dove senza accorgercene escludiamo Dio dal nostro orizzonte. Ma anche escludiamo l’orizzonte stesso! La Quaresima ci chiama a “riscuoterci”, a ricordarci che noi siamo creature, semplicemente che noi non siamo Dio. Quando io guardo nel piccolo ambiente quotidiano alcune lotte di potere per occupare spazi, io penso: questa gente gioca a Dio Creatore. Ancora non si sono accorti che non sono Dio

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Messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale della Pace

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA CELEBRAZIONE DELLA XLVII GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

1° GENNAIO 2014
FRATERNITÀ, FONDAMENTO E VIA PER LA PACE

1. In questo mio primo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, desidero rivolgere a tutti, singoli e popoli, l’augurio di un’esistenza colma di gioia e di speranza. Nel cuore di ogni uomo e di ogni donna alberga, infatti, il desiderio di una vita piena, alla quale appartiene un anelito insopprimibile alla fraternità, che sospinge verso la comunione con gli altri, nei quali troviamo non nemici o concorrenti, ma fratelli da accogliere ed abbracciare.

Infatti, la fraternità è una dimensione essenziale dell’uomo, il quale è un essere relazionale. La viva consapevolezza di questa relazionalità ci porta a vedere e trattare ogni persona come una vera sorella e un vero fratello; senza di essa diventa impossibile la costruzione di una società giusta, di una pace solida e duratura. E occorre subito ricordare che la fraternità si comincia ad imparare solitamente in seno alla famiglia, soprattutto grazie ai ruoli responsabili e complementari di tutti i suoi membri, in particolare del padre e della madre. La famiglia è la sorgente di ogni fraternità, e perciò è anche il fondamento e la via primaria della pace, poiché, per vocazione, dovrebbe contagiare il mondo con il suo amore.

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Lunedì dell'Angelo

Lasciamo che uno stupore gioioso si irradi in noi"

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La gioia della Resurrezione deve proseguire per tutto il periodo pasquale.

Papa Francesco lo ha spiegato il  Lunedì dell’Angelo, prima di recitare il Regina Coeli.

Il Pontefice ha usato più volte proprio le parole “gioia” e “Resurrezione” associate allo “stupore” che hanno provato i discepoli e invitando tutti a sentire un sentimento di “stupore gioioso” anche nella vita quotidiana.

 

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